Full Coverage: Conflict
February 2006
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02/28/2006
“L’acqua è un bene comune e la sua gestione deve essere pubblica e partecipata”. Questo il filo conduttore dell’incontro-dibattito contro la privatizzazione dell’acqua che ha avuto luogo sabato 25 febbraio a Palermo all’ex-cinema Edison nel popolare quartiere dell’Albergheria. L’assemblea ha voluto soprattutto esprimere un chiaro e deciso no all’affidamento a soggetti privati del Servizio Idrico Integrato per l’area di Palermo e in vista dell’imminente scadenza imposta dalla gara indetta dal Commissario dell’ATO 1 Palermo, il 28 febbraio, relativa alla presentazione delle offerte di gestione, si è deciso di organizzare un sit-in di protesta davanti la sede della Provincia a Palazzo Comitini in via Macqueda 100. La manifestazione, organizzata dal neonato Comitato Civico “Acqua in comune”, ha visto la partecipazione di cittadine, cittadini, associazioni, amministratori locali, organizzazioni sindacali e Comitati Civici di varie province siciliane.
Read moreRelated: [Water/Sanitation] [Civil Society] Image: Iniziativa Acqua
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02/27/2006
Confronted by Maoist rebellion, Nepal has demonstrated the limitations of the international community, argues Pradipna Raj Panta, who says international NGOs have failed to make use of the skills of local staff.
Read more* OneWorld UK Guide to Nepal From: OneWorld UK Related: [Nepal] [Geopolitics] Image: Group of Nepalese women © Heifer International
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02/27/2006
Iraq is teetering on the threshold of wholesale disaster, warns a new International Crisis Group report, which says low-intensity conflict is in danger of escalating into an all-out civil war that could lead to the country’s disintegration and destabilise the entire region.
Read moreRelated: [Iraq] |
02/26/2006
Pur essendosi registrate proteste e manifestazioni anche in diversi Paesi dei Balcani in seguito alla pubblicazione su un giornale danese delle vignette su Maometto, dalla "polveriera d’Europa" giungono anche diversi appelli contro l'intolleranza e la violenza - riporta l'Osservatorio sui Balcani. Le comunità islamiche bosniaca e croata hanno pubblicato un appello per la convivenza pacifica e contro l’intolleranza. Il leader della comunità islamica in Bosnia Erzegovina, ha chiesto ai manifestanti di astenersi dalle violenze e dalle proteste e il mondo politico ha dimostrato maturità nel non dare pubblico sostegno alla protesta. Pur sottolineando “offesa e provocazione dei sentimenti dei musulmani”, un chiaro invito contro la violenza è arrivato anche dalla Comunità islamica albanese e in Romania la stampa nazionale ha deciso di non pubblicare le vignette che hanno incendiato il mondo islamico. La pubblicazione delle caricature di Maometto su un settimanale ha suscitato preoccupazione anche in Croazia dove il premier Ivo Sanader si è subito affrettato a condannare il gesto.
Read moreFrom: Osservatorio sui Balcani Related: [South East Europe] [Religion] [Freedom of Expression] Image: Conferenza stampa in Bulgaria - da OsB
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02/25/2006
Medici Senza Frontiere (MSF) ha avviato un intervento d'urgenza nel sud del Sudan per rispondere a una grave epidemia di colera nella città di Juba. I primi casi sospetti sono stati segnalati alla fine di gennaio nella città di Yei, a sud ovest di Juba, e da quel momento la malattia si è diffusa rapidamente. L'epidemia sta colpendo un'area urbana, non endemica, dove la popolazione fa un uso enorme dell'acqua inquinata del fiume Nilo. Per tutte queste regioni ci si può aspettare una grande epidemia. Undici operatori internazionali di MSF stanno lavorando in questo momento per fronteggiare l'epidemia, e altri sette li raggiungeranno entro la fine della settimana. Oltre 70 tonnellate di materiale medico e logistico sarà inviato a Juba nel corso dei prossimi giorni.
Read moreFrom: Médecins sans frontières Related: [Sudan] [Disease/treatment] [Justice and Crime] Image: medici in Africa - da msf.it
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02/24/2006
El Movimiento Socialista de Trabajadores (MST) denunció que el arresto en Aguadilla de cinco estudiantes universitarios por pintar un mural contra las facilidades del “Homeland Security”.
Read moreFrom: Bandera Roja Related: [Puerto Rico] [Civil Rights] Image: © Independent Media Center
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02/24/2006
“Abbiamo sopportato tutto, fame, guerra, repressione, disoccupazione. Siamo pazienti, ma non toccateci le elezioni”. Potremmo sintetizzare così lo stato d’animo delle donne e degli uomini della Repubblica Democratica del Congo oggi. E’ praticamente dall’indipendenza, nel 1960, che i Congolesi stanno aspettando questo momento, vissuto quasi come attesa messianica. C’è stata una fatica grande per realizzare il dialogo inter-congolese e per far passare questi due anni di governo di transizione, ma la popolazione congolese non ha mai mollato sulla questione delle elezioni. L'Associazione “Beati i costruttori di pace” ha seguito il processo di Transizione, dopo il grande evento di Butembo nel febbraio 2001. Ora vediamo come si sta organizzando l'idea di una piccola missione di osservatori elettorali nel racconto di Lisa Clark e Giusy Baioni che si sono recate in missione a Kinshasa, e poi a Goma e Bukavu nelle regioni orientali del Kivu.
Read moreFrom: Beati i Costruttori di Pace Related: [Democratic Republic of the Congo] [Civil Society] [Democracy] Image: osservatori in Congo © Radio Netherlands Wereldomroep
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02/24/2006
“No” is a powerful word. Two little letters, one short syllable, have the potential to change the world...
Read moreFrom: CODEPINK: Women for Peace Related: [Gender] [Activism] [Peace] |
02/23/2006
Morti, feriti e tanta paura anche tra chi in questa lotta intestina interreligiosa parrebbe non entrarci nulla. E’ il caso di un sacerdote caldeo, Padre Douglas Al Bazi, colpito di fronte alla sua chiesa da una pallottola vagante sparata da una delle decine di auto in corsa e piene di uomini armati decisi a farsi giustizia dell’offesa di stamani a Samarra. “Ho sentito dire che 25 moschee sunnite sono state attaccate oggi nel paese” mi dice con voce affaticata il sacerdote. E’ appena tornato dall’ospedale dove solo oggi pomeriggio, dopo molte ore dall’incidente, è riuscito ad arrivare. “Mi hanno fatto delle lastre e risulta che ho scheggia nella gamba sinistra, sotto il ginocchio, ma non possono toglierla, mi hanno solo fatto delle iniezioni di antibiotico e dovrò farne ancora.” Ad oggi non si sa come e se la situazione cambierà, se e come un accordo politico convincerà Moqtada Al Sadr a ritirare le sue milizie. Certo non serviranno i giorni di lutto proclamati sia dal governo sia dal Grand Ayatollah Al Sistani, come non servirà il coprifuoco imposto dalle otto di sera alle sei del mattino. La luce del sole che in questo periodo già splende caldo in Iraq non ha fermato in questi anni le violenze, e certo non lo farà la calma imposta della notte. - di Luigia Storti
Read moreRelated: [Iraq] [Civil Society] |
02/23/2006
Forum civilno društvo jučer je uputio javnu ispriku organizaciji SMART i svim organizacijama koje su prozvane tekstom "Neki aspekti rada Nacionalne zaklade za razvoj civilnog društva u 2005. godini" objavljenim prije dva tjedna. Ispriku su potpisale sve članice osim Srpskog demokratskog foruma.
Read moreRelated: [Croatia] [Civil Society] |
02/22/2006
Shell has temporarily shut its operations in Nigeria--one of the U.S.'s largest oil sources--after seven international workers were abducted and oil facilities attacked this weekend. But the corporation, which has long been condemned by rights activists for its practices in Nigeria, seems caught up in a civil conflict this time, explains the country's Vanguard newspaper.
Read moreFrom: allAfrica.com Related: [Nigeria] [Corporations] |
02/22/2006
The man who has been called "the Butcher of Bosnia" and "one of the world's most wanted men" is rumored to be close to arrest in Serbia. The Advocacy project, which works to support the widows of the Srebrenica genocide, offers insight into what happened ten years ago and what the town is like today.
Read moreFrom: Advocacy Project Related: [Serbia and Montenegro] [Bosnia and Herzegovina] [Religion] [Culture] [Justice and Crime] Image: The Bosfam weaving center in Tuzla, Bosnia, supports widows of the Srebrenica genocide. © Advocacy Project
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02/22/2006
Refugees International is not mincing words. President Bush requested $514 million for peacekeeping and other programs in Sudan and they're calling on Congress to put up the bucks...but they need your help to close the deal.
Read moreFrom: Refugees International Related: [Sudan] [United States] [Human Rights] [Politics] [Arms & Military] [Peace] [Security] [United Nations] Image: Darfuri Refugee in Chad © Michelle Brown / Refugees International
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02/22/2006
Public pressure for new action to stop the genocide in Darfur appears to be making inroads with the Bush administration, says Africa Action, but this momentum "has yet to make any difference on the ground."
Read moreFrom: Africa Action Related: [United States] [Sudan] [Human Rights] [Arms & Military] [Security] [United Nations] |
02/21/2006
In occasione della proroga della missione in Iraq, il parlamento italiano non ha affrontato il problema degli interessi delle potenze estere sul petrolio iracheno, né tanto meno dell’interesse dell’Italia sul petrolio di Nassirya. E proprio Salman Daud, del sindacato dei lavoratori del petrolio del sud dell’Iraq, di recente in Italia nell’ambito del progetto “Ponti di pace”, rivendica il diritto della sua gente a gestire da sé la propria economia. Impresa quasi disperata in questa situazione, poiché difficilmente gli Stati Uniti accetteranno di mettere nel bilancio passivo gli alti costi della guerra da loro condotta, che finora non hanno trovato giustificazione, e che potrebbero aumentare di molto se i soldati statunitensi restassero ancora per anni. E in Iraq? Il paese cerca di fare i conti con una transizione politica che si è conclusa solo sulla carta, ma i cui nodi sono ancora tutti strettamente intricati: si attende ancora un governo e vengono confermati gli “squadroni della morte” al servizio – si ipotizza – di alcuni dei partiti al governo.
Read moreFrom: Un ponte per... Related: [Iraq] [Activism] [Civil Society] Image: petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
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02/20/2006
In the first of two articles from Nepal, Pradipna Raj Panta laments the sad turn of events in his country but is equally concerned to rectify over-simplified explanations for the failure to resolve the Maoist insurgency.
Read moreRelated: [Nepal] Image: Nepalese soldiers patrol in Kathmandu © Independent Media Center
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02/20/2006
Il comitato organizzatore del corteo di sabato 18 febbraio sulla Palestina precisa che è stato "tranquillo e combattivo, festoso, partecipato e chiaro nei contenuti" e che "non dovrebbe essere oscurato da episodi più che marginali (lo slogan gridato da cinque ragazzi, due bandiere bruciate) e isolati dalla stragrande maggioranza". A commento arriva da Genova la lettera di Norma Bertullacelli del Centro ligure di documentazione per la pace: "Da quattro anni manifestiamo ogni settimana in piazza De Ferrari contro tutte le guerre, in particolare contro quelle inutili, illegali e criminali che coinvolgono direttamente il nostro paese. Il nostro modo di esprimere la nostra opposizione a chi, in violazione della costituzione e per asservimento agli USA ha condotto in guerra l’Italia consiste nel rimanere in silenzio, esponendo cartelli e distribuendo volantini che cercano di illustrare ai passanti la realtà della guerra e richiedono il ritiro dei soldati italiani. Facciamo qualcolsa di molto diverso, evidentemente, dal bruciare bandiere".
Read moreRelated: [Palestine] [Human Rights] [Civil Society] Image: Bandiere di Israele e Palestina - da Oneworld
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02/20/2006
Era il 21 febbraio del 2005 quando in Colombia sette persone, tra cui tre bambini, sono state trucidate dall'esercito governativo. Tra queste il leader della comunità di San José Luis Eduardo Guerra che aveva partecipato a vari Forum e alla marcia Perugia-Assisi. Numerosi testimoni oculari indicarono come responsabili del massacro membri dell’Esercito colombiano. Tesi confermata da diverse commissioni d’indagine formate da giuristi internazionali che sono andati alla zona del massacro. E’ seguita la militarizzazione dell’intera zona dove è situata la Comunità, giustificata dal Governo nel quadro della lotta al terrorismo e si è manifestata in tutta la sua arroganza e violenza contro i membri della Comunità di Pace. In occasione del primo anniversario di questo orrendo crimine, diversi enti locali ed organizzazioni sociali lo ricordano in diversi paesi. A Roma l’appuntamento è con una conferenza stampa e con un sit-in promosso dalla rete Italiana di Solidarietà con le Comunità di Pace Colombiane.
Read moreRelated: [Colombia] [Indigenous Rights] [Civil Society] [Justice and Crime] Image: comunità di Pace San Josè Colombia
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02/20/2006
The UN has appointed Tom Koenigs, the Special Representative of the Secretary-General, as the new head of the United Nations Mission Assistance in Afghanistan. One of his main roles would be to coordinate a multi-billion dollar development plan for the South Asian nation.
Read moreRelated: [Afghanistan] [Development] [Aid] [United Nations] |
02/17/2006
Nel caos post-invasione dell’Iraq è in corso il furto dell’enorme riserva petrolifera irachena. Il sindacato dei lavoratori petroliferi non ha intenzione di lasciare che l’unica ricchezza del paese venga espropriata nell’indifferenza generale. “Ci siamo subito battuti contro le privatizzazioni e per un aumento degli stipendi dei lavoratori” ha raccontato il sindacalista Dawood K. Salman. A inizio settimana è stato presentato il dossier: "Truffa a mano armata - I numeri degli interessi petroliferi occidentali e italiani dietro la guerra all'Iraq". Una spartizione/truffa perché non passa attraverso un'esplicita privatizzazione, ma attraverso l'adozione dei PSA – Production Sharing Agreements – che mettono nelle mani delle multinazionali il 64% delle riserve del paese e la maggior parte delle future rendite. Tra queste non poteva mancare l'italiana ENI che, come dimostra un documento allegato al Dossier, insieme alla BP, alla Chevron e alla Total, è in contatto con il Ministero del Petrolio iracheno, per definire il piano di sviluppo dei giacimenti petroliferi presenti nel sud dell'Iraq, proprio dove si trova Nassiriya.
Read moreFrom: CRBM - Campagna per la riforma della Banca Mondiale Related: [Iraq] [Activism] [Civil Society] Image: petrolio in Iraq - da osservatorioiraq.it
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