Full Coverage: Conflict
June 2006
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06/28/2006
"Il popolo palestinese costruisce, l'esercito israeliano distrugge. La parola e l'azione alla comunità internazionale e alla società civile". Mentre è in corso il Workshop "Betlemme 21", finalizzato a sostenere il processo di Agenda 21 e lo sviluppo sostenibile nel Distretto di Betlemme (Soggetti promotori le Ong Cric e Arij, partner il Comune di Modena, Il Municipio Roma XI), arrivano le drammatiche notizie da Gaza. Paura e preoccupazione si diffondono nella sala affollata, sia per la sicura emergenza umanitaria che seguirà agli attacchi israeliani, sia per la possibile penetrazione militare nella West Bank. Il rapimento del soldato e del colono israeliani, di cui auspichiamo la liberazione immediata, non può diventare il pretesto per una ulteriore escalation della pressione militare sui territori e per l'uccisione di altri palestinesi. La comunità internazionale, l'Europa, il nuovo Governo italiano hanno il dovere di intervenire immediatamente.
Read moreRelated: [International Cooperation] [Civil Society] Image: Le forze corazzate israeliane occupano il nord della Striscia di Gaza - da Rainews24
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06/28/2006
Noi del gruppo romano Statunitensi per la pace e la giustizia scriviamo questa lettera per chiedere che il governo italiano ripensi alcuni "aiuti" che dà al nostro paese. Riteniamo questi "aiuti" contro gli interessi sia del popolo italiano sia di quello statunitense. Alcuni di questi "aiuti" sono il frutto di passate scelte di altri governi. Ci preme invitare il nuovo governo Prodi a un cambio di rotta. Cominciamo con il chiedere di ripensare la presenza in Italia di un certo numero di bombe nucleari di proprietà degli Stati Uniti, al momento 90, depositate nelle basi di Aviano (Pordenone) e Ghedi Torre (Brescia). Tale presenza comporta che sia gli Stati Uniti, "stato nucleare", sia l'Italia, "stato non-nucleare", finiscano per violare lo spirito del Trattato di non proliferazione nucleare del quale sono entrambi firmatari. Infine, il più noto "aiuto" è stato quello di mandare truppe in Afghanistan e in Iraq. È ora di ritirare tutte le truppe. Chiediamo al governo italiano di portare i suoi soldati a casa. Chiediamo di non sostenere le guerre statunitensi in alcun modo, e invece di sostenere i popoli dell'Iraq e dell'Afghanistan con programmi di cooperazione affidate alle ONG che operano da tempo in questi paesi.
Read moreRelated: [Iraq] [Afghanistan] [Civil Society] [Nuclear Arms] |
06/27/2006
Itä-Timorin viimeaikaisia levottomuuksia on hillitty Australian johtamalla yli 2 000 hengen rauhanturvaoperaatiolla. Arvostelijoiden mukaan hanke tähtää saarivaltion hallituksen vaihtamiseen – mikä näyttää onnistuvan - ja samalla omien etujen varmisteluun.
Read moreFrom: Suomen IPS Related: [Australia] [Timor-Leste] Image: -
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06/26/2006
Le fotografie dei soldati statunitensi intenti a umiliare e terrorizzare prigionieri inermi nel carcere iracheno di Abu Ghraib, diffuse nel corso del 2004, hanno scioccato il mondo intero. Ma le azioni riprese dalle foto-camere non erano aberrazioni isolate. Nei due anni precedenti, Amnesty International (AI) aveva denunciato casi del genere in Afghanistan, in Iraq e a Guantánamo Bay e altrettanto ha fatto nei due anni successivi. Nel contesto della “guerra al terrore”, la proibizione internazionale della tortura e degli altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti è stata rimessa in discussione da parte di molti Stati, i cui pubblici ufficiali hanno inflitto sofferenze inenarrabili a centinaia e centinaia di prigionieri, ricorrendo a metodi così abominevoli e brutali da essere stati da lungo tempo messi al bando dalla comunità internazionale. L’idea che la tortura e i maltrattamenti siano sempre sbagliati è in auge da molti anni. E' scritto nel diritto internazionale che non c’è mai alcuna circostanza che possa giustificare la tortura e i maltrattamenti, neanche la guerra o un’emergenza nazionale.
Read moreFrom: Amnesty International (sezione italiana) Related: [Human Rights] [Law] Image: Giornata contro la tortura - da Amnesty
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06/23/2006
International organisations expect India to play a lead role in the global control of small arms because the country has been a major victim of the illegal trade in foreign-made sophisticated arms. They want that India should be able to push for a consensus at a UN conference on small arms that begins on June 26.
Read moreFrom: OneWorld South Asia Related: [India] [Development] [Arms & Military] [Security] [United Nations] |
06/20/2006
Mbrëmjen e të martës me 13 Qershor, trazira etnike shpërthyen në Mostar pas ndeshjes së futbollit Kroaci-Brazil të luajtur në finalet e Kupës së Botës në Gjermani. Një person ka mbetur i plagosur rëndë me armë zjarri. U plagosën gjashtë punonjës së policies gjatë ndërhyrjes për qetësimin e situatës dhe u arrestuan 26 persona.
Read moreRelated: [Bosnia and Herzegovina] [Cities] [Youth] [Conflict Resolution] Image: Mostar
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06/19/2006
On the night of Thursday, June 13, ethnic riots and turmoil erupted in Mostar after the end of the Croatia-Brazil football match, played during the 2006 World Cup in Germany. One person suffered serious injury from a gun shot. Six members of the Police were also injured during the intervention that resulted in 26 arrests.
Read moreRelated: [Bosnia and Herzegovina] [Cities] [Youth] [Conflict Resolution] Image: Mostar turned, once again, into a battlefield of nationalist passion.
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06/19/2006
Mostar je ponovno bio poprište i "bojišnica" nacionalističke mržnje, ksenofobičnog duha i malograđanskog odgoja koji žari i pali malorazumnim mozgovima naučenim na podjele, kaos, nepovjerenje i osjećaj stalnog ponižavanja i straha koji se rađa prema drugome i drugačijem.
Read moreRelated: [Bosnia and Herzegovina] [Codes of Conduct] |
06/19/2006
U noći s utorka (13. 6.) na srijedu, nakon završetka nogometne utakmice Hrvatska - Brazil u Mostaru su izbili neredi s nacionalnim predznakom. U neredima je jedna osoba teško ozlijeđena vatrenim oružjem, a ozlijeđeno je i šest policajaca, dok je 26 izgrednika privedeno.
Read moreRelated: [Bosnia and Herzegovina] [Codes of Conduct] |
06/13/2006
Los presos de San Salvador Atenco y de La Otra Campaña cumplen un mes tras las rejas. En todo este tiempo, miles de personas de diversas partes del mundo se han movilizado para exigir su libertad.
Read moreFrom: ADITAL, Agencia de Información Fray Tito para América Latina Related: [Mexico] [Civil Rights] [Governance] Image: www.oem.com.mx
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06/12/2006
In base al rapporto statistico annuale pubblicato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), alla fine del 2005 il numero dei rifugiati nel mondo ha toccato il livello più basso da 26 anni a questa parte, mentre la cifra complessiva delle persone sradicate di cui l'Agenzia si occupa è cresciuta fino a raggiungere quasi le 21 milioni di unità. Tale aumento è dovuto principalmente all'ampliamento della responsabilità dell'Agenzia nei confronti degli sfollati - persone fuggite per le stesse ragioni dei rifugiati, ma che si trovano ancora all'interno del proprio paese. Nonostante la diminuzione del numero dei rifugiati - dai 9,5 milioni di fine 2004 agli 8,4 milioni dell'anno successivo - il numero complessivo delle persone di cui l'Agenzia si occupa è cresciuto di 1,3 milioni, passando da 19,5 milioni ai 20,8 milioni della fine del 2005. Attualmente l'Unhcr si occupa di 6,6 milioni di sfollati in 16 paesi, mentre alla fine del 2004 erano 5,4 milioni in 13 paesi.
Read moreFrom: United Nations High Commissioner for Refugees Related: [Aid] [Refugees] Image: Rifugiati in Chad da UNHCR/G.Le Breton
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06/09/2006
The Humanitarian Law Centre filed criminal charges against the anonymous author and performer of the song titled “Let’s Cut Some Throats”, on charges of inciting of racial, religious and national hatred and intolerance.
Read moreFrom: Humanitarian Law Center Related: [Serbia and Montenegro] [Civil Society] [Ethics & Value Systems] [Justice and Crime] [Law] [Conflict Resolution] |
06/09/2006
Norwegian mediators say they have been unable to bring the Sri Lankan government and Tamil Tiger rebels together for talks being held in Oslo.
Read moreRelated: [Sri Lanka] [Politics] [Governance] [Law] [Peace] |
06/08/2006
Povodom loše sigurnosne situacije u zadarskom zaleđu, kršenja ljudskih prava i etnički motiviranih napada na Srbe povratnike Srpski demokratski forum u nedjelju se obratio javnosti s apelom za aktivnije uključenje svih mjerodavnih državnih institucija, medija, domaćih i međunarodnih organizacija u izgradnju kvalitetnijih odnosa i jačanju boljih međunacionalnih i dobrosusjedskih odnosa.
Read moreRelated: [Croatia] [Indigenous Rights] [Justice and Crime] |
06/06/2006
La tensión social en Costa Rica crece. Quienes dicen No al TLC y quienes dicen Sí al TLC están en una guerra verbal iracunda. Nuestro Premio Nóbel de la Paz, hoy Presidente de la República, Dr. Oscar Arias Sánchez, en vez de pacificar al país haciendo de mediador entre los dos polos opuestos (...) fomenta la confrontación.
Read moreFrom: Asociación Nacional de Empleados Públicos y Privados (ANEP) Related: [Costa Rica] [Civil Rights] [Freedom of Expression] Image: © José Pablo Molina
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06/06/2006
L'attentato a Nassiriya contro le forze militari italiane nel quale è rimasto ucciso il caporal maggiore Alessandro Pibiri e feriti altri quattro militari accellera il dibattito sul ritiro del contingente italiano dall'Iraq. "L'ennesima uccisione di un militare italiano in missione a Nassiriya, conferma le denunce fatte in questi tre anni dalle forze che si sono battute da subito per il ritiro dell'Italia da una guerra ingiusta e illegale come quella in Iraq" - riporta il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani. "Siamo solidali e concordi con i familiari del soldato ucciso, i quali hanno detto quanto andiamo ripetendo da tempo 'Prima ritornano i militari dall'Iraq meglio è per tutti'. La stessa analisi avanziamo anche sull'altra missione di guerra, quella in Afghanistan: riteniamo che vada riconosciuto chiaramente come le missioni militari in Iraq e Afghanistan siano state un fallimento costoso e sanguinoso sia per il nostro paese che per le popolazioni dei paesi occupati militarmente". Dopo quest'ultimo attentato sono 31 i soldati, sei i civili e un contractor gli italiani uccisi in Iraq.
Read moreRelated: [Activism] Image: Soldati italiani in Iraq - da RaiNews 24
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06/03/2006
LOS ANGELES, June 2 (OneWorld) - The number of allegations of U.S. troops deliberately killing Iraqi civilians continues to pile up.
Read moreFrom: OneWorld US Related: [United States] [Iraq] [Human Rights] [Justice and Crime] [Arms & Military] |
06/01/2006
A crise nas relações entre o Brasil e a Bolívia a propósito do gás, permitiu que viessem à tona duas posturas fundamentais com referência às relações internacionais. Representam dois paradigmas de política externa: um voltado para o passado, regendo-se pela relação amigo-inimigo e pelo confronto e outro orientado para o futuro, guiando-se pela relação do aliado e da convivência.
Leia maisFrom: Agencia Latinoamericana de Información Related: [Latin America and the Caribbean] [Development] [Geopolitics] Image: sciopero - da Selvas
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